Storia di Sovereto

Siamo in Puglia, terra da sempre ponte naturale tra Occidente ed Oriente: luogo di incontro di popoli ma anche di scambi culturali, politici e commerciali con le terre d'oltremare.
In tale contesto può essere spiegata la massiccia presenza di antiche icone in Puglia. Innumerevoli sono ritenute d'origine locale ma d'ispirazione bizantina; altre sono giunte per mare dall'Oriente, addirittura di nascosto per essere sottratte all'iconoclastia.
Tale patrimonio ha fatto sì che in Puglia non vi sia paese che non vanti la sua antica icona ed una sua tradizione di culto ad essa legata. I rapporti culturali intercorsi tra la regione pugliese e l'Oriente cristiano tra l'XI e il XIII secolo hanno consolidato in queste terre una fede mariana tutt'oggi indissoluta. In questo contesto si colloca Sovereto.
Il centro, attraversato dalla famosa via Appia Traiana che fu percorsa da pellegrini e crociati diretti in Terra Santa, sorse intorno all'XI e XII secolo d.C. come convento di frati. In seguito, i monaci Giovannitti (l'Ordine ospitaliero di San Giovanni) vi costruirono un ospizio per i pellegrini e un ospedale per i Crociati, dove inoltre leggenda e tradizione vogliono questo luogo legato al mito dei Templari.
La storia della Madonna Nera sembra partire dall’alba dei tempi fino a fondersi con la storia magica e misteriosa dei Templari vista la presenza di Sovereto in un luogo magico come quello del bosco del Sovero. La presenza templare viene testimoniata dal simbolo sotto l’intonaco dell’ospedale, sull’acquasantiera di destra della chiesa e sui lastroni di due tombe all’interno della chiesa dove sono sepolti due cavalieri con la caratteristica croce a coda di rondine.
L’enorme carica mistica dell’ordine fa in modo che niente di ciò che riguarda il santuario di Sovereto sia un caso: il casale infatti sorgerebbe su un omphalos (ombelico), concetto dalle radici pagane e che rappresenterebbe la proiezione in terra di un centro celeste, dimora degli dei, il “centrum” del mondo, della religione e del pensiero, luogo dove si incontrano il divino e il terrestre.
L’omphalos è legato anche alla presenza della Triplice Cinta (tre quadrati concentrici con dei segmenti che uniscono i punti mediani dei lati, presente su un lastrone fuori il santuario adibito a panca) e a quella delle pietre sacre. La Chiesa, infatti, sorge su un luogo geomantico, dove c’è un allineamento di quattro elementi megalitici, e nel 500 il bosco dove si trovavano questi menhir veniva chiamato il Bosco delle Vergini, a richiamare riti pagani legati alla Natura; gli stessi Templari inoltre adoravano la Vergine bruna: la terra dalla quale fuoriescono energie che avvicinano al divino.
Accanto a questi simboli vi è anche la leggenda dell’acqua taumaturgica, secondo la quale, sotto la chiesa scorrerebbe un fiume la cui acqua è miracolosa. A testimonianza di ciò ci sarebbe la riproduzione su una lunetta del portale d’ingresso in cui è rappresentata la madonna ed un uomo che sale i gradini di una scala appoggiata alle acque; tra l’altro la stessa Madonna di Sovereto nell’antichità era venerata come “Madonna dell’Acqua” dai paesi vicini e dai pastori abruzzesi e molisani che arrivavano in Puglia per la transumanza.

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