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La torre maggiore del castello normanno Domina dai suoi 31metri di altezza lo scenario del suggestivo borgo cittadino, considerato tra i più belli di Puglia per la sua configurazione architettonica. La Torre è sormontata da un’edicola campanaria e sulla facciata orientale mostra il proprio orologio che trova pochi eguali in tutta Europa, con i suoi 3,45 metri di diametro ed è compresa tra i monumenti fortificati della nostra regione. Dalla sua sommità è possibile godere del panorama cittadino e di affascinanti orizzonti. Viene denominata, nella comune accezione popolare, "Torre dell'orologio".
I palazzi signorili Sono il simbolo della borghesia sette-ottocentesca che ha dominato la città. Catturano lo sguardo dei passanti e riportano ai fasti di un’epoca antica con architetture di imponente essenzialità e impeccabile geometria. Ecco l’itinerario dei palazzi che, districati sui corsi principali della città, ne testimoniano un periodo di assoluto splendore: palazzo Spada (Viale Roma, 32), palazzo Lamparelli (Viale Roma, 13), palazzo De Palma (via Sarcone, 20), palazzo De Gemmis (Corso V. Emanuele, 49), palazzo Sangiorgio (Corso V. Emanuele, 44), palazzo Scalera (Piazza Cavour), palazzo Lioy (Via Mazzini, 53), palazzo Antonelli-Paù (Via Marconi, 21), palazzo de Paù (Corso Dante, 31), palazzo Marinelli (Corso Dante), palazzo Schettini (Largo Plebiscito).
Palazzo de Gemmis Palazzo baronale della famiglia de Gemmis. Edificato nel 1748, è un elegante palazzo vanvitelliano in pietra lavorata. Occupa un intero isolato, è caratterizzato da una solenne facciata con portale sovrastato dalla balconata con lo stemma dei baroni di Castelfoce.
I menhir Appartenenti alla cultura megalitica e ricavati in un unico blocco di pietra, Terlizzi ne conserva 4 esemplari di pregevole fattura. Alti oltre 2 metri, sono situati in successione, nel giro di un paio di chilometri, lungo l’antica via Appia-Traiana verso Bitonto, in direzione “Boscariello”; custodi di un fascino millenario ed enigmatico.
Il museo della Civiltà Contadina Il museo custodisce una ricca raccolta di masserizie della vita dei campi, delle botteghe degli artigiani (falegnami, cestai, ceramisti, fabbri, calzolai, arrotini, barbieri) e di quella domestica dei primi anni del secolo scorso. La collezione, voluta dal concittadino Damiano Paparella, si compone di oggetti e suppellettili che sembravano perduti per sempre nella memoria di una Terlizzi ormai passata.
Indirizzo:Viale Pacecco, 9 - Terlizzi Orari di apertura al pubblico: dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 12.30 (martedì e giovedì pomeriggio, visite su prenotazione) Recapiti telefonici: 080/3517577 (Biblioteca Comunale), 080/3514809 (Museo della Civiltà Contadina) E-mail:
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S. Maria di Cesano - "Madonna del Popolo" “La chiesetta rurale di Santa Maria di Cesano, un vero gioiello di arte preromanica e ricca di valori storici e culturali, venne eretta nel 1055 dal pio normanno Umfrida per la continuità del culto religioso nell’omonimo casale. Ha rappresentato nel Medio Evo uno dei quattro centri di diffusione del culto mariano a Terlizzi. Nel 1092 il duca normanno Roberto il Guiscardo donò la chiesa e i relativi beni al monastero benedettino di Aversa, che in epoca successiva eresse nelle adiacenze un monastero. In tale contesto si collocano gli affreschi del catino absidale e dell’intera aula della chiesa e la stessa erezione di una torre di difesa poggiante sulla parte anteriore delle pareti perimetrali. Stupenda e molto significativa la Dêesis raffigurata nell’affresco absidale con un grande Cristo Pantocratore (Re dell’universo), al centro, e ai lati, la Madonna e San Giovanni Battista.” Mons. Don Gaetano Valente
VISITE Per tutto il periodo estivo, dal 1 maggio al 31 ottobre, il complesso è aperto al pubblico il pomeriggio di sabato e domenica. Per prenotazioni telefonare a : 347 7965349 - Fabrizio Lovino 0803517055 oppure 348 2247789 - Michele D’Amato SERVIZIO RELIGIOSO Tutte le domeniche da maggio a ottobre ore 18.30: Santo Rosario ore19.00: Santa Messa CALENDARIO CELEBRAZIONI 31 maggio: Festa liturgica della Titolare ore 18.00 folklore dei bambini ore 19.00 Santa Messa 2 luglio: Annuale di pellegrinaggio della Madonna del Popolo ore 8.00 Santa Messa e refezione con “Pizzarelli” 8 luglio: Festa popolare con sagre e spettacoli ore 19.00 Pontificiale del Vescovo 28 ottobre: Sagra del Melograno – Festa campagnola
La chiesa del Purgatorio Definita da qualcuno “sacra pinacoteca”, la chiesa custodisce quasi gelosamente un patrimonio di grande interesse artistico locale. Così, in silenzioso raccoglimento, si può essere rapiti dalla famosa “Natività” o “Adorazione dei Pastori” di Corrado Giaquinto (1703-1765), di origini molfettesi che ha operato in Italia e in Spagna, dove fu pittore ufficiale della corte di Ferdinando VI e direttore della Reale Accademia di Pittura. Si continua con le altre sedici tele , per lo più, tutte attribuite a Domenico Carella (1721-1813), pittore di scuola Giaquintiana. Insieme alle tele, motivo di grande attenzione sono anche le statue lignee settecentesche di pregevole fattura. Adornano la maestà della chiesa raffigurando modelli della santità esemplare della Controriforma: Sant’Andrea Avellino, San Gaetano da Thiene, San Rocco, San Pasquale di Baylon, San Carlo, San Francesco da Paola, Sant’Antonio da Padova. Motivo di grande interesse per questa chiesa è anche la sua contiguità con la chiesa del Rosario. Sulla vecchia facciata di quest’ultima, infatti, è attualmente incastonato il “Portale di Anseramo da Trani”. Testimonianza, tra le più belle nel contesto regionale, della scultura svevo-angioina e proveniente dall’antico duomo cittadino (sec. XIII), ritrae l’Ultima Cena ed il classico ciclo cristologico (Annunciazione, Natività e Crocifissione).
La Cattedrale di S. Michele Arcangelo Costruita, dal 1783 al 1872, sulle fondamenta dell’antico duomo romantico del sec. XIII, segue i canoni del neoclassicismo. Al suo interno si custodiscono alcune delle opere maggiori di Michele De Napoli (1808-1872), come “le tre Marie reduci dal Calvario”, “La disputa del sacramento”, “La Maddalena” (alla sinistra del transetto), “L’invenzione della Vergine di Sovereto” (a destra del transetto) ed “Il redentore” (nella navata sinistra). Si segnalano anche alcune pregevoli statue lignee: S. Michele Arcangelo e S. Giuseppe ad opera dello scultore terlizzese Giuseppe Volpe (1796-1876) e, all’interno della sagrestia, quelle della Madonna Addolorata di N.A. Brodaglia, di S. Pietro d’Alcantara e S. Diego (provenienti dal soppresso monastero degli Osservanti). Sempre nella sagrestia, si può osservare la galleria dei vescovi diocesani che contornano la grande tela restaurata (d’autore ignoto ma attribuita alla scuola artistica marchigiana) raffigurante la “Madonna con Bambino tra gli Angeli e i Santi Giovanni B. e Francesco” (secc. XV-XVI).
La Chiesa di San Gioacchino Sul largo e arioso borgo terlizzese, incuneata fra la torre claustrale e la palazziata dei nobili Confreda, si affaccia la chiesa di San Gioacchino (sec. XVIII) o come la chiama il popolo “la chiesa delle Monache”. Assieme all’attiguo monastero conserva la memoria della presenza clarissiana. Le monache di S. Chiara si stabilirono a Terlizzi nel 1674 in un convento situato nella “Civitas” medievale. Divenuta parrocchia nel 1896 ha ritrovato l’antico splendore a seguito di lavori di restauro avvenuti negli anni ’90. L’interno della chiesa è a navata unica con presbiterio, divisa in tre campate. La volta è a tutto sesto. Numerosi stucchi dorati conferiscono al sacro edificio una tonalità tipicamente barocca. A destra e a sinistra, dell’ingresso principale, sono collocate due acquasantiere provenienti dall’antico duomo romanico (sec. XIII) distrutto nel 1782. A sinistra della navata trovasi l’altare del Sacro Cuore con il blasone degli Scalera; accanto quello dell’Addolorata. A destra della navata vi è l’altare di Sant’Antonio da Padova; segue l’altare della Madonna di Pompei. L’altare maggiore è scolpito in pietra di Andria. Ha nel centro un tabernacolo in pietra con portella d’argento sbalzato raffigurante Santa Chiara che regge l’ostensorio. Al centro della cona, composta di due colonne, è la settecentesca pala di scuola napoletana “Morte di Sant’Anna” di Antonio Baldi. Al di sopra della trabeazione vi è l’altro dipinto del Baldi “Annunciazione”. Nel fornice mediano di sinistra della navata è collocata la statua lignea di Sant’Anna con la Vergine (1846) dello scultore terlizzese Giuseppe Volpe. Si può ammirare anche la statua lignea del XVIII secolo raffigurante San Gioacchino che sostiene con atteggiamento estatico la Figliola. Sul fornice mediano di destra della navata è un pergamo in legno dorato del ‘700. Sulla bussola d’ingresso è la cantoria (1700) di legno dorato. A sinistra dell’altare maggiore è posizionata una lapide del 1746 che ne ricorda la consacrazione avvenuta ad opera di Mons. Antonio Pacecco (27 ottobre 1726) e la dichiarazione di “Altare privilegiato” da parte di Papa Benedetto XIV. (A cura dell’Uff. Diocesano per la pastorale, del tempo libero, turismo, sport, pellegrinaggi)
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