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Nella concezione popolare si associa al rito del primo
giorno 16 aprile, giorno in cui l’icona viene esposta
al centro della Cattedrale che apre le sue porte al suono
dei botti allo scoccare delle 14 per permettere l’accesso
dei fedeli raccolti in un clima di quasi drammatica e
ancestrale devozione, il giorno e l’ora del ritrovamento
dell’icona nel bosco del Sovero.
La precettorìa di Sovereto si tramutò in
commenda tra gli anni 1516-1538 ed a questo avvenimento
è connessa la traslazione dell’icona sacra
da Sovereto a Terlizzi.
È in quegli anni che per istituzione del duca Orsini
di Gravina venne indetta per il 25Aprile in quel di Sovereto
la fiera denominata di “S. Marco”, per distinguerla
da quella di Gravina che si teneva il 23 Aprile detta
di “S. Giorgio”.
La fiera veniva comunque inaugurata il 23 Aprile con la
“corsa del pallio” e durava otto giorni.
Il riferimento al santo guerriero non sembra un semplice
diversivo quanto piuttosto l’accostamento del santo
la cui festa cade proprio il 23 Aprile all’ordine
cavalleresco dei Gerosolimitani, grandemente devoto al
santo così come la titolazione a S. Marco sembra
essere giustificata dalla presenza della chiesetta del
monastero delle monache dedicata appunto a S. Marco.
Il trasferimento dell’icona e il rito processuale,
fatto coincidere con l’apertura della fiera il 23
Aprile, divenne così fin dall’inizio il nucleo
principale della festa patronale.
Il settenario preparatorio alla data del 23 Aprile invece
è di istituzione ottocentesca con il primo giorno
a coincidere con il 16 Aprile.