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Importanti scoperte storico artistiche interessano uno dei luoghi più misteriosi d’Italia, il santuario della Madonna di Sovereto in agro di Terlizzi a Bari. Come è noto, la Puglia fu una delle più importanti province templari e dai suoi porti, al culmine della via Francigena, si imbarcarono migliaia di pellegrini e cavalieri alla volta della Terrasanta all’epoca delle Crociate. Già da diversi anni questo sito carico di spiritualità ma isolato e abbandonato aveva riscosso l’interesse degli studiosi e della stampa in virtù della scoperta di alcune presunte testimonianze dell’ordine di frati guerrieri fondato dal Ugo de Payns nel 1119. Oggi arriva la conferma da uno studio storico artistico condotto dal prof. Enzo Varricchio, critico d’arte e presidente del Centro Studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio, i cui risultati sono stati divulgati in occasione della conferenza sul tema “Il borgo di Sovereto e i Templari”, svoltasi a Terlizzi il 23 dicembre 2007 (Correlatore il prof. Pasquale Corsi, ordinario di storia medievale all’Università di Bari). Davanti ad un pubblico affascinato, il prof. Varricchio ha mostrato alcune diapositive che provano inconfutabilmente che le porzioni di affresco ancora visibili a Sovereto corrispondono ad un analogo ciclo pittorico risalente alla prima metà del Duecento, presente a Montsaunès in Francia, importante e riconosciuta domus templaris, alcune foto in basso.
Attraverso le tracce pittoriche, rilevate non solo nella sacrestia e nell’abside della chiesa ma in tutto il complesso terlizzese, ivi compresa la bella torre di avvistamento recentemente restaurata, il Varricchio ha affermato che tutto il santuario doveva essere interessato da un ampio ciclo di affreschi oggi invisibili ma forse ancora recuperabili. Varricchio ha chiarito che gli affeschi si riferiscono ad un ciclo cosmologico e ad una serie di allineamenti che possiamo ritrovare in altre sedi templari accertate come Montsaunès, San Bevignate e Cressac e che corrispondono alla concezione della natura posseduta dai cavalieri, probabilmente appresa attraverso i contatti con la cultura islamica. Proprio la corrispondenza tematica delle pitture parietali induce a ritenere che a Sovereto i cavalieri del tempio di Salomone abbiano avuto una sede di assoluto valore e che il cavaliere Gereto Alesbojsne (colui che avrebbe portato da Edessa l’icona mariana nel 1187 a Sovereto) sia stato un membro dell’Ordine templare. Secondo Varricchio, è plausibile la tesi di una successione dei cavalieri gerosolimitani di san Giovanni a quelli Templari dopo lo scioglimento dell’ordine Inoltre, tale corrispondenza è prova di un linguaggio cifrato utilizzato dall’organizzazione militare templare che è possibile rinvenire attraverso lo strumento della critica d’arte sinora poco utilizzato dagli storici. Varricchio ha concluso denunziando lo stato di pesante degrado in cui versa il santuario terlizzese, in particolar modo gli affreschi absidali, e la necessità di una immediata protezione della formella scultorea raffigurante una madonna con bambino, databile tra il XIII e XIV secolo, di assoluto pregio sia artistico che storico, in quanto confrontabile con una identica raffigurazione della madonna con in mano un pomo presente nella commanderia templare di Montsaunès nella Francia pirenaica.
Si tratta di un’altra prova a favore della sussistenza di una domus a Sovereto, coincidente o quantomeno collegata alla chiesa di Santa Maria de Muro, di cui abbiamo testimonianze dal documento del 1279 di Viviano, procuratore dell’ordine in Puglia. Secondo Varricchio, è inammissibile che un simile patrimonio di un valore internazionale sia lasciato nell’attuale stato di degrado e parzialmente non fruibile al pubblico (vedi ospedale dei cavalieri). Il Codice dei Beni Culturali impone che, anche se di proprietà privata, i monumenti di particolare interesse per la collettività debbano essere resi visitabili al pubblico. La conferenza si è conclusa con la promessa da parte del Sindaco di Terlizzi di provvedere urgentemente a quanto necessario per la tutela e valorizzazione del sito, a cominciare dalla pubblicazione di uno studio scientifico e pluridisciplinare per approfondire le tesi del professor Varricchio.
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